Costruire confini o aprirsi a nuovi orizzonti

Siamo quasi alla fine di questo 2014, che si è dimostrato un’altra sfortunata “alba bugiarda”. La mancata ripresa ed i tanti scossoni che in questi dodici mesi hanno investito l’Italia non ci hanno consentito di affacciarci, neppure timidamente, a quella ripresa tanto sperata e che a dir il vero è mancata in tutto il continente europeo.

burocrazia-faldoni42In questo lungo periodo di piccole personali battaglie e di guerre corali, pochi sembrano i passi fatti avanti e molte invece le posizioni congelate, mentre qualcuna addirittura peggiora. Ad esempio, dopo un lustro passato a gridare, annunciare e decretare contro la cattiva ed elefantiaca burocrazia, ci ritroviamo ancora oggi a leggere di centinaia di milioni di euro non spesi e, badate bene, restituiti, tanto al sud quanto al nord, a causa di lungaggini, ricorsi e quanto dir si voglia, in barba alla crisi e alla disperata esigenza di investimenti che facciano ripartire il paese. Ancora oggi, nel mio piccolo, rincorro dopo 3 anni, la burocrazia locale, che tra carte e conferenze ha ritardato l’apertura di uno stabilimento, quindi bloccato l’occupazione e gli investimenti, insieme ai miei tanti sogni di impresa, di cui, pure, si dovrebbe sentire un disperatissimo bisogno. Anche quest’anno, e proprio verso la fine, non ci facciamo mancare la consueta dose di malaffare, corruzione bipartisan e cattivissima politica, anche quest’anno non ci facciamo mancare la rabbia per i tanti piccoli sogni distrutti di chi perde il lavoro, l’azienda, la fiducia, il senso di patria perché costretto ad emigrare. Ogni anno perdiamo circa 100 mila italiani che emigrano verso mete europee più accoglienti, verso il merito e, in generale, verso una prospettiva di futuro che sembra più semplice raggiungere altrove.

Quindi, se dovessi tirare le somme di questi 365 giorni, lo farei in questo modo: ho vissuto, come molti di voi, un anno complicato, pieno di momenti che mi mettevano di fronte a uomini e donne che preferivano disegnare confini ed in questo modo bloccare iniziative, entusiasmo, sogni, ma ho vissuto anche un periodo di incontri che mi hanno messo davanti altre persone che, invece, sapevano creare orizzonti nuovi con il loro coraggio, il loro fare, con la forza di combattere i tanti luoghi comuni, il malaffare, il pessimismo diffuso, l’indolenza e i cento, mille errori che questo benedetto paese continua a ripetere.

401d3eb1c7edb190b7c9e3f8169d48814Soprattutto per onorare quelli come noi, che non hanno smesso di rimboccarsi le maniche o anche solo banalmente di crederci, vorrei quindi formulare un auspicio diverso per il prossimo anno. Ho conosciuto, in questi ultimi mesi, giovani intraprendenti, imprese che fanno del loro essere italiane l’arma vincente in 37 paesi del mondo, padri nobili ricchi di buone intenzioni e prodighi di aiuto verso i loro giovani, ho visto e toccato come molti di voi il meglio e il peggio di questo paese, ma i lati positivi dal mio punto di vista continuano ad essere maggiori.  Anche se la speranza, noi stessi,siamo “cose fragili”, penso che se vali tu, la tua idea, il tuo lavoro, troverai sempre una via per realizzarti. Oggi abbiamo tra le altre cose uno dei governi più giovani di Europa e tutte le carte in regola per vincere finalmente una mano importante nella partita per il domani dell’Italia, quindi si vada avanti con determinazione e coraggio a costruire nuovi orizzonti e abbattere finalmente qualche confine.

admin

1 Commento

  1. il 2015 sarà esattamente come questo. Quello che descrivi è il modo di fare italiano, che è uscito allo scoperto proprio perché la crisi lo ha evidenziato. Quando le vacche erano grasse, tutti porgevano l’altra guancia, tanto alla fine la mangiatoia era piena, ora invece costruiscono muri attorno a se per paura che qualcuno gli rubi il piatto dalla tavola.

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