Ecco i consigli per risolvere l’ emergenza rifiuti

Continuare ad affrontare il problema dei rifiuti come se la quantità di spazzatura da smaltire fosse un dato immutabile potrebbe negli anni dimostrarsi un errore fatale.
I rifiuti vanno ridotti e pensare solo in termini di discariche, inceneritori, raccolta differenziata e riciclaggio è almeno miope. Bisogna agire alla fonte. La quantità di rifiuti è una variabile, non è un dato, che può essere ritoccata con piccoli accorgimenti, che non compromettono il nostro modo di vivere e il nostro benessere, ma semplicemente cambiano qualche abitudine di chi produce e di chi consuma. Qualche esempio su come ridurre la produzione di rifiuti. Sarebbe utilissimo che con norme nazionali e regionali si penalizzi l«eccesso di imballaggi, i prodotti a perdere, i materiali difficilmente smaltibili. Infatti da soli gli imballaggi costituiscono il 40 per cento in peso dell’intera massa di rifiuti urbani e fino al 60-70 in volume. Bene: va vietata in tutta la regione, fino al ritorno alla normalità, la vendita al dettaglio di prodotti imballati, alimentari e non.
Di seguito sei semplici, pratici e immediati consigli per agire in maniera concreta contribuendo a ridurre e differenziare il rifiuto.
Innanzitutto, la minimizzazione dei consumi cartacei e toner nella Pubblica Amministrazione e negli uffici. Sarebbe perciò auspicabile l’uso di prodotti riciclati e del sistema del riciclabile.
Come secondo punto, si potrebbero introdurre prodotti e servizi sostenibili negli uffici, finalizzati alla riduzione della produzione di rifiuti e all’aumento della loro riciclabilità.
Di conseguenza, la soluzione consisterebbe nell’aumentare sensibilmente ed evidenziare nella collettività l’attenzione riposta dagli enti Locali, dalle attività produttive e dai soggetti privati in genere riguardo alle politiche di sostenibilità ambientale e al rispetto dei diritti dei lavoratori.
Altra soluzione potrebbe essere quella di innalzare la percentuale di rifiuti organici avviata a compostaggio.
Aumentare il numero dei soggetti coinvolti nel compostaggio domestico o collettivo dei rifiuti organici. Rafforzare la raccolta differenziata degli scarti organici, in particolare presso i mercati generali, rionali e cittadini.
Da non trascurare, poi, la riduzione della quantità di rifiuti prodotti da feste, sagre e servizi mensa sia scolastici sia aziendali. Queste attività sono per lo più caratterizzate da elevate produzioni di rifiuti, imputabili principalmente al massiccio utilizzo di stoviglie (piatti, bicchieri, posate) monouso generalmente in materiale plastico e al consumo di acqua e bevande in bottiglia.
Uno sguardo alla vendita degli alimenti. Per Last Food s’intende tutto il prodotto alimentare che può rimanere invenduto nella grande distribuzione organizzata e che generalmente viene conferita nella raccolta indifferenziata. Come non dissimile, è l’azione per last, fast e slow food.
La finalità principale è trasformare gli sprechi in risorse recuperando i prodotti invenduti (che abbiano difetti estetici o prossimi alla scadenza, o i pasti già confezionati e non consumati), provenienti sia dalla grande distribuzione organizzata sia dalle mense, sia dalle attività commerciali di Fast e Slow Food, per donarli (con un organizzazione di supporto continuativo) ad associazioni di solidarietà, cooperative sociali, associazioni sportive o quant’altro.
Un ultimo consiglio sugli eco-scambi.
Obiettivo principale è la riparazione dei beni e oggetti al posto della loro eliminazione come rifiuti. Il prolungamento della vita dei beni porta ad una riduzione dei rifiuti prodotti.
Sono riutilizzabili tutti quei beni usati (mobili, oggetti etc.) donati dai cittadini che intendono disfarsene ma che sono ancora in buone condizioni e non si presentano assolutamente come oggetti di rifiuti.
Valorizzazione e riutilizzo a fini didattici e creativi di materiali di scarto. Coinvolgimento attivo della popolazione attorno ad attività pratiche di riutilizzo e riciclo.
Anche il rapporto conclusivo della commissione per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti commissionato dal ministero dell’Ambiente e dal ministero per l’Innovazione e le Tecnologie e presentato lunedì scorso a Firenze dice chiaramente che la riduzione dei rifiuti è indispensabile. Vuoto a rendere, vendita di prodotti alla spina, imballaggi riutilizzabili.
E’ questa, dunque, la chiave per la soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania e il modello che l’Italia deve seguire, come hanno già provveduto a fare altre nazioni europee e non.
I cittadini da canto loro faranno sicuramente la loro parte, tutti vogliamo riscattarci da questa emergenza, da questa gogna anche mediatica e dimostrare a tutti, che siamo cittadini di Seria A e che come gli altri, anzi più degli altri, puntiamo allo scudetto, perchè in campo se ci passano la palla siamo i migliori.

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