LA VERA RIFORMA E’ SOLO L’INNOVAZIONE

E’ un’analisi spietata quella di Ceva Grimaldi nel suo editoriale, ma non per questo meno veritiera, eppure come tutte le analisi e le riflessioni è anche un ottimo spunto, un’opportunità per tornare a parlare in maniera diversa di qualcosa come le riforme, unico strumento in grado di fare la necessaria differenza tra un paese che sceglie il progresso sociale ed economico, e quindi il futuro, e un paese come negli ultimi anni il nostro che ha preferito il limbo del “Frattempo”. Riformare lo Stato, la nostra società, dovrebbe significare soprattutto esprimere innovazione e, come ci insegnano i paesi più avanzati e quelli emergenti, innovare i sistemi lo si fa attraverso strumenti legislativi e non, che premino la partecipazione dei giovani e meritevoli talenti. Basti pensare che l’età media dei leader (politici, economici, scientifici), europei e non, è di 55 anni, contro i nostri ultrasettantenni rampanti, certo dire una cosa del genere nella nazione occidentale maggiormente gerontocratica è quasi blasfemia, eppure come diceva anche Ceva Grimaldi, cosa è più importante? Puntare a una nuova riforma elettorale che consenta al vecchio establishment di mantenere sempre e comunque le proprie poltrone, o puntare a recuperare le giovani energie di questo paese creandogli gli spazi e le opportunità necessari ad esprimersi? Con molto amaro, credo che tutti abbiamo constatato e ricordiamo le accuse fatte dai vari Padoa Schioppa e Brunetta ai nostri giovani “bamboccioni”, o la lettera indirizzata al figlio dal Direttore Generale della Luiss, in cui lo invitava a lasciare l’Italia, un paese a detta sua senza speranza. Momenti che hanno suscitato grande clamore, indignazione, repliche, ma poca azione legislativa, e nessuna sostanza, nessuna proposta vera per riformare un paese che non crede nel proprio futuro, che preferisce continuare a correre disperatamente a destra e a sinistra dei partiti, per cercare soluzioni ai problemi delle singole caste, che devono garantirsi la resistenza nel tempo, ma non desiderano il ricambio. Abbiamo un po’ tutti perso la voglia di rischiare, di credere che per essere migliori dobbiamo dare spazio alle novità, soprattutto quelle anagrafiche, perché fresche, piene di stimoli e propulsione al futuro, doti che con l’ avanzare dell’età fisiologicamente si perdono, insomma si fa un grande parlare di nuove energie e ci si dimentica che nel capitale umano, le uniche energie pulite e rinnovabili, nonché le più importanti, sono proprio le nuove generazioni. I nostri amministratori, i politici, gli imprenditori, i professionisti, i cittadini, vogliono puntare davvero a qualche riforma utile, a risollevare le sorti dell’Italia? Bene, prendano esempio dai tanti padri nobili, che pure ci sono stati, che hanno saputo accompagnare il futuro affidandolo nelle mani di chi lo avrebbe dovuto ereditare, dandogli l’ opportunità di forgiarlo con le proprie forze e secondo i bisogni nuovi, di una società che viaggia ad altissima velocità e dove, strano a dirsi, sembra che restare giovani sia un problema, ma essere già vecchi sia un vantaggio insuperabile.

link : http://terranews.it/opinioni/2010/08/la-vera-riforma-e-solo-linnovazione-di-angelo-bruscino


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