Di seguito la Lettera inviata ai maggiori esponenti politici italiani: Al Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini; al Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Renato Schifani; al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, Etc ...

Lettera aperta ai politici italiani

Nei giorni scorsi, tanto quanto in quelli odierni e probabilmente futuri, si parla molto di intreccio tra la politica del Bel Paese e il cattivo costume dello stesso, a trasformare tutto in un morboso momento di gossip, fine a se stesso e con l’ unica inevitabile conclusione che, per parlare di costume, non si parla di programmi, di progetti, di futuro possibile e delle intenzioni, delle indicazioni, dei solchi legislativi e culturali, che la politica dovrebbe tracciare per raggiungerlo questo sempre più fumoso domani. Noi siamo Imprese, Cittadini, Professionisti, Lavoratori, noi siamo la Civitas, alla quale non interessa la regola estetica od anagrafica che si vuole affidare o sfiduciare, nella scelta di uno o più candidati, noi tutti o almeno la maggior parte (si spera) siamo interessati alla politica del “Fare” quella che vuole e si pone l’ obbiettivo di produrre risultati, per il paese, per i territori, per l’ Europa, della quale volente o nolenti ci sentiamo cittadini, anche se spesso di serie D.
Ho letto molte idee, proposte, invettive, sulle prossime elezioni, ma pochi sono quelli che si sono prodigati a dare un suggerimento, un consiglio, una “Proposta” da affidare alla Politica.
Quella che da rappresentante delle giovani imprese e quindi anche per conto loro, mi sento in dovere di affidare, nasce dall’ aver constatato prima sulla mia persona che tutti gli attori economici e non del territorio, sono regolati dal sistema della fiducia, un esempio sarà utile a comprendere meglio di cosa parlo, le imprese per accedere al credito, per garantirsi la crescita, per dimostrarsi affidabili, ogni trimestre provvedono a stillare dei bilanci preventivi della propria attività, mettendo in mostra i risultati negativi o positivi raggiunti, al fine di avere confermata la fiducia dai creditori e dimostrare l’ oculatezza e la trasparenza nella gestione di un bene, che non è solo dei soci in quanto capitale versato, ma anche dei lavoratori in quanto capitale e lavoro erogato, pari merito, altri ordini di attori, devono provvedere allo stesso modo, in varie forme a dimostrare le proprie buone pratiche a chi si affida e da fiducia loro, nelle più svariate forme possibili. Dunque in questa mia veste di rappresentante di categoria e di cittadino, chiedo alla politica, di giudicare il merito dell’ operato dei rappresentanti eletti e farlo avendo come metro di misura, il presenzialismo in aula, le proposte di legge presentate, gli interventi sostenuti e in generale la capacità di produrre rispetto all’ incarico risultati, misurabili in maniera diretta dal cittadino e/o dai partiti, che adottando un “Codice etico del fare”, provvedano a giudicare in itinere il mandato dei rappresentanti eletti e provvedere lì dove ce ne fosse bisogno ad adottare provvedimenti che vadano dai richiami ufficiali, all’ esclusione dal gruppo politico di quei soggetti che non compiono il loro dovere (si pensi alla altissima percentuale di euro assenti o dai pianisti in parlamento).
La politica, è spesso anche strumento di esempio e ha il dovere morale di darlo in termini positivi e non certo negativi, soprattutto in questo momento di crisi, dove il lavoro torna ad essere più che mai un valore fondamentale da preservare, proteggere ed affidare nelle mani di chi sa farlo fruttare.
Il Gruppo Giovani Imprenditori dell’ Api Napoli, crede fortemente che il merito e/o il giudizio positivo e/o negativo sull’ operato dei nostri rappresentanti politici e non, vada conquistato sul campo, dimostrando impegno e dedizione e in generale quei valori che quando esercitati hanno reso grande le nostre imprese, i nostri uomini, il nostro paese, per questo motivo rimandiamo, valutazioni su età e bellezza, a quella che più di ogni altro è la valutazione che ci sta a cuore, la volontà espressa, con i fatti dell’ operare e del fare, dell’ impegno nel lavoro che ognuno di noi è chiamato a svolgere nel suo ruolo, che se politico, diventa ancora più importante non solo per il valore di esempio, ma perché deve garantire la costruzione del futuro sviluppo del nostro paese.

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