Mentre i partiti Litigano, l’Italia Affonda

I partiti sono in contrasto su tutto, sul federalismo, sull’unità di Italia, sugli immigrati, sulla sicurezza, sulle tasse, sulla politica estera, su tutto o quasi.

Nonostante le tante dichiarate riforme, le leggi e i decreti qualche volta abbozzati, altre volte approvati e poi abrogati, nonostante il compatto e, da più parti, urlato impegno a ridurre e tagliare i costi, nonostante tutto, la nostra politica non si smentisce e come al solito predica (a volte) benissimo e razzola sempre malissimo, ritrovandosi unitissima negli intenti, quando si parla di costi che la riguardano da vicino.

Da una recente indagine della UIL scopriamo che in Italia abbiamo superato ogni record e che 1 italiano su 50 è impegnato in politica (circa 1milione e 300 mila), con un costo per noi cittadini di circa 24 miliardi di euro l’anno e il ragguardevole vantaggio di essere da 15 anni (come dichiarato dal nostro governatore della Banca di Italia, Mario Draghi) il paese a più basso tasso di crescita del mondo occidentale, con il maggior peso fiscale sul lavoro e sulle imprese, i peggiori servizi al cittadino e, dulcis in fundo, l’unico che sia riuscito a sprecare ormai per intero la spinta creativa e propositiva di un’intera generazione di giovani ed è in attesa di sprecare anche le prossime, visto il Welfare, teso solo a preservare il passato e a ipotecare il futuro.

Sicuramente c’è poco da stare allegri, anzi direi che il nostro stato d’animo dovrebbe passare in fretta dalla rassegnazione quasi inevitabile alla sana rabbia di chi si ritrova raggirato. Avevamo sperato in tagli ai salassi subiti dalle nostre tasche per servizi offertici a caro prezzo dallo Stato: il taglio delle Province (mai avvenuto), quello dei consiglieri comunali (appena abrogato dal Mille Proroghe), quello delle auto blu (ci costano 4 miliardi di euro l’anno), il taglio alle pensioni dei consiglieri regionali e dei deputati (nessuno dovrebbe vivere o morire di politica), alle società pubbliche e ai Cda delle stesse (nuovamente prorogato), alle tasse. Ma, meraviglia delle meraviglie, l’Italia, ultimo paese dell’occidente, democraticamente tace: accetta il sopruso perpetrato ancora una volta a suo danno, chiede alle sue imprese di rimboccarsi le maniche, prova ad andare avanti, nonostante la violenza di chi egoisticamente la logora, facendo il proprio interesse di classe (politica), a scapito di tutti gli altri.

Tale triste verità è inaccettabile per chi fa tanti sacrifici per mantenere una famiglia, un’azienda, una vita, dovendo scontrarsi anche con lo Stato, spesso mostruosa macchina di notthinghiana memoria, che depreda tutti a favore solo di chi, perso nei suoi mille privilegi, dimentica la propria responsabilità, dimentica di rappresentare i bisogni di tanti che hanno investito il loro futuro in un voto.

Angelo Bruscino

admin

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