Mezzogiorno, servono imprese coraggiose

Un anno finisce, un anno difficile per l’ Italia, un Anno Impossibile per la Campania, un anno incomprensibile per Napoli.
I nostri 365 giorni e 6 ore di storia del 2007 sono agli sgoccioli, ma caparbiamente rigurgitano ancora, immondizia per le nostre strade, morti e feriti per la delinquenza, ai quali si aggiungono quelli ancora più assurdi dell’ ignoranza e della inciviltà di tanti. Tra botti che fanno male, tra politiche che non rispondono più di niente ai cittadini e tra persone, professionisti, imprenditori, imprese e operai, che con la scaramanzia che ci contraddistingue, unica nota ancora simpatica, anche se tragicamente comica di una napoletanità che cerca da sempre “la speranza” che qualcosa inizi a cambiare in meglio e che si prepara a celebrare il nuovo anno, con i mille piccoli riti che speriamo ce lo propizino, tra lenticchie, cotechini e spumanti, incrocia le dita e silente prega chiede aiuto a se stessa e a San Gennaro per andare avanti. Ma nonostante tutto, ecco che mi sconvolge ancora la forza, di tantissimi, uomini e donne, persone che credono ancora in un sogno come il mio, quello che “da grande mi vedrà imprenditore” e come tale “alla ricerca dell’ idea” della collaborazione tra università, ricercatori, forze politiche, stato e impresa. Idea di Impresa che spero e mi auguro l’ anno prossimo possa diventare ideazione, che come tale sappia cogliere l’elemento innovativo di un prodotto, di un mercato o di un processo e tradurla in un “business plan” che coinvolga un team di persone, che calcoli gli imprevisti, le altalene del mercato e sappia diventare finalmente realtà, anche sociale e che abbia quindi anche la responsabilità sociale di vincere e perdere nel rispetto delle regole e della legalità, che sappia aprirsi come azienda a terzi, per reperire le risorse finanziarie per crescere, tra Angel Investor e Venture Capital, e la proprietà condivisa.
Una realtà che sappia investire nelle risorse umane e manageriali necessarie a cui delegare la gestione dello sviluppo che consenta una crescita interna ed esterna con la massima flessibilità per cogliere le nuove opportunità offerte dalla globalizzazione dei mercati, per lo start-up e per crescere.
Un Anno nuovo che veda finalmente emergere le nuove generazioni di Imprenditori che sappiano separare proprietà, da gestione e diventino gli strateghi, gli allenatori di una squadra vincente chiamata “Azienda” che giochi accettando e assumendosi la responsabilità del rischio del fallimento, momento necessario della creazione distruttiva/selettiva delle migliori imprese.
Un anno che ci regali anche imprenditori e i primi investitori di un’ azienda che realizzano il frutto del lavoro vendendo a una media o grande azienda, o accelerando il processo di crescita tramite un Ipo o aprendo la proprietà in modo “diffuso”, superando i confini dell’azienda familiare. Imprenditori che ceduta la prima azienda poichè orientati alla crescita e alla stimolante idea di affrontare nuove sfide, ci riprovino, o direttamente creando una nuova azienda (imprenditore seriale) o promuovendo l’iniziativa e investendo su nuovi imprenditori.
Un anno che veda imprese e imprenditori contribuire allo sviluppo continuo dell’area geografica in cui si vive attraverso il supporto all’ imprenditorialità e altre forme di partecipazione rivolte alla crescita delle “nuove leve”. Questo non solo dal punto di vista finanziario, ma anche trasmettendo e divulgando le proprie esperienze.
Insomma sono tante le speranze per il nuovo anno, speranze importanti di cui siamo tutti pieni. Io forse per natura e per deformazione professionale sono troppo ottimista e quindi come tanti Giovani imprenditori credo, fortemente credo, nelle mie idee, nel mio coraggio, nella mia generazione, che quest’anno, saprà cogliere l’opportunità di diventare “Grande”. Un anno finisce, pieno di piccole e grandi soddisfazioni e dispiaceri, ma noi siamo già proiettati avanti, lì dove il tempo ancora non ha finito di scorrere, dove riposano le speranze e le promesse di “grandi imprenditori, politici, professionisti, ma soprattutto Uomini, che credono e lavorano per un Anno Migliore di quello passato, un anno che porti anche il nostro fare, il nostro nome” e ci lasci, con la certezza di aver cambiato molto, di averlo fatto in meglio, ma soprattutto di averlo fatto.

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