Previsioni per il 2015 tra luci ed ombre, speriamo che vinca il cambiamento

L’indagine che Unioncamere ha pubblicato a fine 2014 dal titolo: “nel 2015 torna in positivo il clima d’affari”, offre qualche spunto per guardare fiduciosi a questo nuovo anno, ma anche per rammentare, con realismo politico ed economico, le pesanti eredità che ancora abbiamo sulle spalle e che dovremo velocemente superare.

Nel 2014 è purtroppo continuata con ancor maggior virulenza la strage di aziende Italiane. Nel solo fmi-stime-italia_1Sud ne sono fallite 88 mila, molte di queste crollate a causa di una mancata innovazione, ma anche e soprattutto delle ferite mortali della tassazione, dei mancati pagamenti e dell’asfissia finanziaria, nonché della perennemente colpevole burocrazia.Le aziende sopravvissute alla mattanza, peraltro,sono probabilmente le migliori o comunque quelle che hanno costruito un nuovo modello economico che non solo ha permesso loro di resistere, ma anche di essere pronte per il futuro. Lo evidenziano i dati sulle esportazioni, sui tassi di innovazione e sulle dinamiche di cambio generazionale.

La politica Italiana sembra inoltre aver subito un grande cambiamento culturale. Le riforme, pur se discutibili sotto alcuni profili, sono state messe in campo e, anche se non corrono spedite come si dovrebbe, sono obiettivamente work in progress.Resta ora da vedere cosa accadrà con il cambio al vertice della Presidenza della Repubblica, ma la macchina è in moto e sta accelerando e non credo sia possibile fermarla. Tra elezioni e flessibilità, incide naturalmente anche l’incognita europea, ma la voce di chi vuole meno austerità è sempre più forte.

Insomma, molte ombre del passato sembrano fare spazio a qualche spiraglio di luce, ma il nostro, bisogna ricordarlo, non è un paese periferico che può vivere solo di estero. Restano indispensabili i consumi interni. Occorre al riguardo avviare con coraggio una politica di tipo keynesiano, anche per attrarre nuovi investimenti. Un approccio diverso, che veda lo stato investire non solo denaro, ma anche fiducia nelle sue imprese, cercando di semplificarne la vita. E’ possibile cambiare marcia, ma i pericoli sono ancora dietro l’angolo. Non dimentichiamo che tra circa 300 giorni rischiamo un aumento dell’Iva che, se si dovesse concretizzare, darebbe un colpo decisivo per le speranze di futuro di questo paese.

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