Questi fantasmi … della politica di Napoli

In questi ultimi giorni di campagna elettorale, mi sorprendo spesso a riflettere sulla condizione della città di Napoli. E tra gli slalom, tra i sacchetti di “monezza” e i parcheggi selvaggi, mentre sono preda delle buche stradali, mi accorgo con amarezza di essere, anche io, incappato nel peggiore dei gironi infernali in terra, quello dell’abitudine.

Le condizioni spaventose nelle quali versa il capoluogo cittadino sono diventate ormai una routine tale da considerarle quasi normali, genetiche alla stessa struttura della città, non sollecitano quasi più la rabbia e l’indignazione di nessuno. Gli stessi atti di stupida violenza ed incoscienza, come gli incendi dolosi della spazzatura, i cortei di disoccupati organizzati, di lsu, i saccheggi ai pochi turisti che si avventurano per le nostre strade, l’indifferenza generale alle regole banali di convivenza civile sono ormai diventati folklore, mito, barzelletta assurda, che tutti noi ormai usiamo non con ironia, ma con stupidità diffusa per raccontarci nella miseria di invivibilità nella quale siamo tristemente caduti.

Tra queste povere e spesso dissestate vie, passeggiando, li sento quasi i fantasmi del passato barocco, della Bell’Epoque partenopea, spesso invocati ed evocati da medium e politici vecchi e quasi nuovi che, incapaci di pensare o progettare il futuro, tentano di afferrare l’etereo passato, per riproporlo in salse agrodolci agli occhi, ma soprattutto alle orecchie di chi stancamente li ascolta. Pochi anzi pochissimi, invece, evocano il futuro, quello vero, fatto di proposte possibili, di impegno personale, non banali dichiarazioni del tipo “più posti di lavoro per tutti, strade più belle, raccolte differenziate al 70%, meno tasse” e poi via per immaginifiche astrazioni, non si spiega veramente come, con quali risorse, a carico di chi e in quanto tempo, si parla tanto di merito e di giovani, di legalità, di trasparenza. Ma dove sono i codici etici, le liste senza macchia, dove è il nuovo tra i candidati e nei partiti, se l’80% dei consiglieri uscenti, visti gli straordinari risultati passati di opposizione e di maggioranza, sono stati immeritatamente ricandidati, trasformisti compresi, dagli stessi partiti che inneggiavano al cambiamento radicale?

Questi sono gli spettri di Napoli, quelli da brivido, quelli che in carne e ossa ci lasciano nel limbo degli sconfitti, perché la loro è l’eterea presenza che tutto annebbia, nonostante questo, ogni momento elettivo è un momento democratico di scelta e di opportunità di cambiamento. Tra le liste e i candidati chiaramente il nuovo, il merito, la buona pratica e anche le buone esperienze sono presenti, come lo sono anche i progetti reali, la volontà e la speranza di rinascita, sono semplicemente difficili da scorgere perché sommersi da altro. Il nostro compito da elettori è individuarli, fare scelte consapevoli, affidare la città a chi veramente rappresenta un’opportunità per la comunità tutta e non sempre solo per se stesso e magari una volta tanto, scommettere sui giovani preparati e capaci, che non mancano e che di futuro davanti ne hanno tanto e, forse per questo motivo banale, più di tanti altri sono pronti a mettere in gioco ogni cosa per salvare se stessi e non ridursi come “Questi Fantasmi” che del domani hanno solo paura perché da tempo sentono di non farne più parte.

Angelo Bruscino

admin

1 Commento

  1. donato pasqualicchio

    Quella buttata per terra è ricchezza, bisogna farla gestire a chi sa che quella è ricchezza.

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